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il 19/12 è uscito il film di Ben Stiller “I sogni segreti di Walter Mitty”, tra sogni ad occhi aperti, viaggi, profili digitali e social media. Ecco cosa ne penso.

Leggendo le critiche “ufficiali” non si ha giudizio molto positivo del film (alcune sono anche negative), diciamo nel complesso medio, ma la mia esperienza è completamente diversa.

Il film è molto piacevole, ci sono molti punti di riflessioni (forse anche troppi) tanti concetti che si legano bene alla trama che spazia dalla ricerca interiore alla scalata di un vulcano in Islanda passando per un attacco di squalo e scene tipo Matrix. Raccontato così sembra un insieme confuso di situazioni, ma come anticipato, tutte si sposano benissimo tra loro e raccontano una storia, un messaggio importante.

Certo, a volte tenere legati tutto insieme rende alcune sequenze non verosimili (è una delle critiche che ho letto) ma non dimentichiamoci che stiamo vedendo un film e non un documentario. In questo film si parla di sentimenti e sensazioni e bisogna guardarlo in quest’ottica.

Ma vediamo un po’ meglio cosa ci vuole raccontare Ben Stiller nel suo film che è stato definito “il nuovo Forrest Gump” (Mark Dinning su empire).

Dal mio punto di vista non riesco ad eseguire un paragone in quanto sono film differenti.

Tranquilli, non entrerò nel dettaglio; il mio obiettivo è incentivarvi a vedere il film per parlarne insieme. 

 

Walter Mitty è un impiegato della rivista LIFE, si occupa dell’archivio fotografico ed è l’interfaccia del giornale verso i fotografi che inviano a lui il loro materiale.  La sua azienda sta subendo un grande cambiamento, è stata acquisita da un’altra società che ha l’obiettivo di chiudere la rivista cartacea e lanciare la versione digitale di LIFE. La storia si svolge durante la redazione dell’ultimo numero della rivista LIFE. Per tale numero, più che di altri, è fondamentale la copertina e quindi lo scatto da inserire nella prima pagina. Questo mette il protagonista in un ruolo chiave in questa transizione dalla carte alla web, un grande cambiamento.

waletr mitty sean penn

Ed è proprio questo, il cambiamento, la portante del film. Il giornale LIFE cambia, passa dalla versione cartacea alla versione digitale, cambiano i capi, i colleghi e gli uffici del protagonista. Ma non solo, la mamma sta cambiando casa traslocando ma ha problemi con un vecchio pianoforte a ricordare il passato. Così come la rivista, che passando dalla carta al web ha problemi con il fotografo (Sean Penn) che lavora ancora con rullini. Su questa base si sviluppa la storia di Walter, un impiegato con pochi rapporti sociali, molto preciso nel lavoro ma completamente alieno rispetto alla società. Non vede il mondo con gli occhi, ma vive la realtà, ed il mondo che lo circonda, attraverso delle sue proiezioni immaginarie; è la sua rivalsa verso un mondo che lo esclude. Diventa l’eroe dei suoi film ed il protagonista delle sue canzoni.

walter mitty skateboard

Ma in realtà, andando avanti con la storia, si capisce che non è un cambiamento, in realtà è un ritrovamento.

Il personaggio non cambia anzi ritrova se stesso, quella parte che provava a farsi sentire ogni tanto nei suoi blocchi, quell’eroe che sognava di essere. E così, si può pensare che le visioni che aveva come supereroe in realtà non erano una immaginizzione di qualcosa che non era e che voleva essere, ma in realtà la materializzazione di quello che in realtà era. Quindi quello che sembrava immaginazione, in realtà, era la realtà. A confermarcelo è la storia, che mentre va avanti vede il protagonista sempre più determinato ad affrontare la vita e le sue conseguenze, senza mai mollare. Mentre il protagonista corre e viaggia verso il suo cammino riscrive se stesso, man mano che la storia va avanti  acquista fiducia in se stesso, spariscono i momenti in cui si incanta ed, in tempo reale, il mondo comincia ad accorgersi di lui. Questo viaggio viene rappresentato tramite luoghi incantevoli, un cammino infinito alla ricerca di un fotografo “trasgressivo” attraverso navi e monti (letteralmente) fino a concludere che quello che cercava tanto in realtà era dentro di se: ha cercato per migliaia di km qualcosa che aveva in tasca.

Il film oltre ad essere pieno di bellissime paesaggi è ricco anche di alcune frasi importanti, una delle quali è il motto della rivista LIFE:

“Vedere il mondo, raggiungere mete pericolose, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro e sentirsi, questo è lo scopo della vita!”

anche, se personalmente, preferisco la frase detta dal fiotografo. La frase più bella del film è quella di Sean Penn:

“la bellezza non richiede attenzione.”

 

Mentre le sequenze che preferisco sono due. Walter che corre nel corridoio di LIFE mentre sullo sfondo si susseguono tutte le copertine di LIFE e Walter che salta sull’elicottero.

e voi avete visto il film? cosa ne pensate?